LA STABILITA’ ALLE AZIONI SISMICHE FUORI PIANO DELLE MURATURE DI TAMPONAMENTO

LA STABILITA’ ALLE AZIONI SISMICHE FUORI PIANO DELLE MURATURE DI TAMPONAMENTO

Scritto il 16/08/2018
da Di Muzio

Negli edifici in cemento armato, i pannelli di muratura di tamponamento, a seguito di danneggiamento, conseguente alle deformazioni del telaio, possono subire espulsione dal telaio per azioni sismiche fuori dal piano (Fig.1). A questo proposito l’art. 7.2.3. D.M. 14/01/2008 (Norme Tecniche per le Costruzioni), prevede che, (con l’esclusione dei soli tamponamenti interni di spessore non superiore a 100 mm), gli elementi costruttivi il cui danneggiamento può provocare danni a persone, debbano essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati.

In particolare la Norma impone che sia effettuata una verifica della resistenza applicando alla parete, alla quota Z del suo baricentro, rispetto alla base dell’edificio, una forza orizzontale risultante, valutata in funzione del peso del muro, del grado di sismicità e del tipo di struttura. La resistenza del pannello murario a tali azioni (Momento Resistente), dipende oltre che dalla resistenza a compressione della muratura (che per effetto della deformazione del telaio può essere causa di formazione di cerniere plastiche lungo i contorni), anche e soprattutto dalla resistenza a trazione della muratura nel suo insieme. Resistenza, quest’ultima, che trova un punto di debolezza specialmente nei corsi orizzontali. I giunti verticali sfalsati, evitando la soluzione di continuità, offrono maggiore resistenza a trazione.

Per una muratura a fori orizzontali la resistenza a trazione nei giunti orizzontali è affidata all’aderenza tra malta e blocco di laterizio; nelle murature a fori verticali essa è affidata, invece, alla resistenza a trazione della malta che insinuandosi nei fori crea degli “spinotti” di collegamento tra un blocco e il blocco superiore.

Recenti campagne di prove sperimentali fatte eseguire da ANDIL – Assolaterizi, presso laboratori di Università nazionali, hanno mostrato innanzitutto che la muratura monostrato, di grande spessore (e conseguente grande superficie di contatto con le strutture di contorno), non ha bisogno di dispositivi di collegamento tra il pannello murario e la cornice strutturale; in secondo luogo che la resistenza contro la espulsione, nel caso di murature a fori verticali, è maggiore di almeno tre volte rispetto a quella del primo caso (fori orizzontali). Sempre in questo caso, poi, la eventuale presenza degli incastri laterali (utile per la attenuazione del ponte termico e acustico dei giunti verticali “a secco” privi di malta), crea una stabile connessione dei giunti verticali stessi contro lo scorrimento, che è tanto più affidabile quanto più grande è il numero degli ingranaggi (così come avviene per la attenuazione del ponte termico e acustico).

I Blocchi multincastro ISOLA HP 35-21C e ISOLA HP 40-25C, prodotti da Di Muzio Laterizi rappresentano, sicuramente, un opportuno ed adeguato sistema per evitare la espulsione laterale delle murature rispettando anche tutte le altre esigenze prestazionali  (termo-igrometria, acustica, durabilità).

Facendo sporgere i blocchi di 7-10 cm rispetto al filo dei pilastri e travi, pur mantenendosi ancora un adeguato spessore della superficie di contatto lungo i bordi della struttura (necessario per la stabilità della connessione del pannello murario al telaio), si ottiene la possibilità di uniformare la trasmittanza del ponte termico della zona pilastro/trave (molto alta a causa della presenza del calcestruzzo) a quella della muratura.

In definitiva, le esigenze legate ai problemi dell’isolamento termo-igrometrico e acustico dell’involucro edilizio hanno permesso, realizzando le murature monostrato, con blocchi ISOLA HP 35-21C o ISOLA HP40-25C, un’efficace e sicura soluzione anche per la sicurezza contro l’espulsione fuori piano (Fig.5).